L'informatica aiuta la ricerca storica? Certo che sì, ma se applicata in modo intelligente, soprattutto per oltrepassare le barriere culturali e gli ostacoli linguistici che le diverse culture ci pongono inevitabilmente davanti. Leggiamo insieme il Cap. 18, scritto da Andrea Nanetti (nella foto) e Siew Ann Cheong, su Computational History: From Big Data to Big Simulations.

Una ricerca applicata per sfruttare i Big Data al fine di agevolare il mestiere dello storico.

A. Nanetti e S.A. Cheong, Computational History: From Big Data to Big Simulations